In Cultura/ Musica/ news

A LIBERI AL VIA LA FESTA DI MARIA SS. ASSUNTA IN CIELO: DAL 15 AL 17 AGOSTO MUSICA, TRADIZIONE ED ENOGASTRONOMIA

LIBERI (CE) – Il Comitato Festa della Città di Liberi (CE) invita tutta la cittadinanza e i visitatori all’edizione 2026 del programma civile della Festa di Maria SS. Assunta in Cielo.

La manifestazione civile, che accompagna i festeggiamenti patronali storici della comunità dedicati alla Vergine Assunta, si terrà nelle serate del 15, 16 e 17 agosto 2026 presso Piazza Mercato, a ingresso libero.

Tre giorni all’insegna del divertimento, della buona musica e delle eccellenze del territorio: per l’intera durata dell’evento saranno allestiti stand enogastronomici ricchi di prodotti tipici locali e prelibatezze della tradizione contadina.

Programma Artistico e Spettacoli;

Sabato 15 Agosto (dalle ore 20:30):

Apertura delle festività  e sul palcoscenico l’esibizione live del “Music Studio Duo Live”.

Domenica 16 Agosto (dalle ore 20:30):

Serata all’insegna della spensieratezza con il “Super Karaoke – Cantiamo Insieme” firmato da Mariarosaria Italiano, con un momento di divertimento appositamente dedicato ai più bambini.

Lunedì 17 Agosto (dalle ore 22:00 circa):

Grande chiusura con l’atteso concerto live di CRISTIANO TURATO ex voce e autore di brani storici dei NOMADI, per “una magica notte tutta NOMADE da vivere”.

Info Utili:

Dove: Piazza Mercato, Liberi (CE) giorni 15 – 16 – 17 Agosto 2026

Ingresso: Libero e gratuito

Servizi:

Stand enogastronomici attivi ogni sera

In Cultura/ news

ANNA CONVERTINO “LA MODELLA DI EMILIO GRECO”: IL VOLTO CHE ISPIRO’ I GRANDI MAESTRI DELL’ARTE ITALIANA.

Anna Convertino protagonista dell’Arte Italiana del 900 e della “Dolce Vita” romana degli anni 60.

Ci sono figure che, pur non essendo sempre al centro della scena, diventano parte integrante della storia dell’arte. Tra queste spicca Anna Convertino, modella d’arte, pittrice e musa ispiratrice di alcuni tra i più importanti artisti italiani del Novecento. Il suo nome è legato in modo particolare al grande scultore Emilio Greco, uno dei massimi interpreti della scultura figurativa contemporanea, autore di opere che hanno segnato la storia dell’arte italiana.

Negli anni d’oro dell’Accademia di Belle Arti di Roma, Anna Convertino divenne una delle modelle più richieste. La sua eleganza naturale, la capacità di mantenere pose complesse e la forte espressività del volto conquistarono artisti del calibro di Emilio Greco, che la scelse come modella per numerosi studi dedicati alla figura femminile. Secondo diverse testimonianze biografiche, Anna frequentò gli ambienti artistici romani entrando in contatto con alcuni dei più importanti protagonisti dell’arte italiana del secondo Novecento.

Per Emilio Greco il corpo femminile rappresentava la sintesi tra classicità e modernità. Le sue opere, celebri in tutto il mondo, raccontano una bellezza elegante, mai ostentata, capace di trasmettere armonia e poesia. In questo contesto, Anna Convertino divenne una presenza costante nello studio del maestro, contribuendo con la propria sensibilità artistica alla realizzazione di numerose opere e studi preparatori.

La sua attività non si limitò però al ruolo di modella. Anna Convertino sviluppò anche una significativa esperienza come pittrice e conoscitrice delle arti figurative, vivendo quotidianamente accanto a pittori e scultori che hanno scritto pagine importanti della cultura italiana. Tra questi figurano anche artisti come Renato Guttuso, Purificato, Remo Brindisi, Trubbiani, Manzù e Montanarini, con i quali condivise un intenso percorso umano e artistico, in particolare sviluppò un’amicizia profonda con Giorgio Cegna il quale portò Anna a Macerata quando fondò l’Accademia delle Belle Arti di Macerata e da lì il percorso artistico come pittrice dal lontano 1973.

La sua casa divenne negli anni un luogo d’incontro per artisti, musicisti e intellettuali, un ambiente ricco di creatività che influenzò profondamente anche il figlio Nicola Convertino, cresciuto respirando arte fin dalla più tenera età. Proprio questo contesto contribuì alla formazione della sua futura carriera artistica, fatta di pittura, musica e produzione culturale.

Secondo fonti biografiche dedicate alla famiglia Convertino, il rapporto tra Anna ed Emilio Greco fu così significativo da lasciare una testimonianza permanente anche all’interno della sede RAI di Viale Mazzini, dove è presente una statua dedicata ad Anna realizzata dallo stesso maestro.

Oggi Anna Convertino rappresenta una figura simbolica di quella generazione di modelle d’arte che hanno contribuito, spesso lontano dai riflettori, alla nascita di capolavori destinati a entrare nella storia. Il suo percorso dimostra come dietro ogni grande artista vi siano spesso volti, personalità e collaborazioni fondamentali per dare forma alla bellezza.

La storia di Anna Convertino è quindi quella di una donna che ha saputo trasformare la propria presenza in arte, diventando parte integrante dell’opera di Emilio Greco e di molti altri protagonisti del Novecento italiano. Una musa discreta ma essenziale, il cui contributo continua ancora oggi a vivere nelle opere dei grandi maestri che ebbero il privilegio di ritrarla.

In Cultura

LA FOLLIA DEL CARAVAGGIO: IL GENIO INQUIETO CHE CAMBIO’ PER SEMPRE LA STORIA DELL’ARTE

Ci sono artisti che lasciano un segno nella storia dell’arte e altri che ne cambiano completamente il corso. Michelangelo Merisi da Caravaggio appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Nel giro di pochi anni trasformò il linguaggio della pittura europea, rompendo con i canoni del tardo Rinascimento e aprendo la strada al Barocco. Eppure, accanto al suo straordinario talento, si sviluppò una leggenda oscura: quella della sua presunta follia.

Ancora oggi il nome di Caravaggio evoca immagini di luce improvvisa che squarcia il buio, di santi con il volto del popolo, di martiri dipinti con un realismo sconvolgente. Ma richiama anche risse, processi, fughe, ferite e una morte misteriosa. La sua esistenza sembra un romanzo, in cui il genio artistico convive con una personalità inquieta e impulsiva.

Un ragazzo lombardo destinato a cambiare l’arte

Nato nel 1571 a Milano e cresciuto a Caravaggio, il borgo bergamasco dal quale prese il soprannome, Michelangelo Merisi si formò come pittore in un’Italia attraversata da profonde trasformazioni religiose e culturali. Dopo gli anni dell’apprendistato raggiunse Roma, dove inizialmente visse in condizioni di estrema povertà.

Le difficoltà economiche non impedirono al giovane artista di farsi notare. La sua capacità di rappresentare la realtà senza idealizzarla colpì collezionisti e cardinali. Nei suoi dipinti comparivano mendicanti, popolani, prostitute e giovani di strada trasformati in santi, apostoli e figure bibliche. Una scelta rivoluzionaria che scandalizzò molti contemporanei ma che cambiò per sempre il modo di raccontare il sacro.

La luce che racconta l’anima

L’innovazione più celebre di Caravaggio fu il magistrale uso del chiaroscuro. Le sue figure emergono dal buio come illuminate da un fascio di luce teatrale. Non è soltanto un effetto estetico: quella luce diventa simbolo della grazia divina, della speranza, della redenzione.

In opere come La Vocazione di San Matteo, la luce diventa protagonista della scena e guida lo sguardo dello spettatore verso il momento decisivo della conversione. In La Deposizione, invece, il dolore umano assume un’intensità emotiva che ancora oggi lascia senza parole.

Una vita segnata dalla violenza

Se la pittura era dominata da equilibrio e precisione, la vita privata dell’artista seguiva un percorso completamente diverso. I documenti dell’epoca raccontano di continue denunce, aggressioni, risse nelle taverne, porto abusivo di armi e comportamenti provocatori.

Caravaggio era un uomo dal carattere difficile, impulsivo, incapace di controllare l’ira. Nel 1606 avvenne il fatto destinato a cambiare la sua vita: durante un violento scontro uccise Ranuccio Tomassoni. Ancora oggi gli storici discutono sulle cause del duello, ipotizzando motivi economici, rivalità personali o questioni d’onore.

Condannato alla decapitazione dallo Stato Pontificio, il pittore fuggì da Roma iniziando una lunga e drammatica fuga.

L’esilio e i capolavori della maturità

Il viaggio lo portò a Napoli, quindi a Malta e successivamente in Siracusa, Messina e Palermo.

In questi anni, nonostante fosse ricercato dalla giustizia, realizzò alcune delle opere più profonde della sua carriera. Le tele diventano sempre più essenziali, dominate dall’ombra e da una spiritualità intensa. È come se il dolore personale si trasformasse progressivamente in linguaggio artistico.

Molti critici ritengono che proprio il periodo dell’esilio rappresenti il vertice assoluto della sua produzione.

Caravaggio era davvero folle?

La domanda continua ad affascinare storici dell’arte, psicologi e biografi. È però importante distinguere tra il mito e le prove storiche.

Non esistono documenti che permettano di diagnosticare una malattia mentale secondo i criteri della medicina moderna. Alcuni studiosi hanno ipotizzato disturbi dell’umore, altri un disturbo della personalità o gli effetti dell’abuso di alcol. C’è anche chi ritiene che molte delle sue reazioni fossero il risultato di un ambiente estremamente violento, nel quale duelli e scontri erano tutt’altro che rari.

Definire Caravaggio “folle” rischia quindi di semplificare una personalità molto più complessa. Era certamente un uomo tormentato, impulsivo e spesso autodistruttivo, ma anche estremamente lucido quando lavorava davanti alla tela.

L’arte come specchio dell’uomo

Osservando dipinti come Giuditta che decapita Oloferne o Davide con la testa di Golia emerge una riflessione continua sulla violenza, sul peccato e sulla redenzione.

In particolare, molti interpreti vedono nella testa di Golia un autoritratto dello stesso Caravaggio: quasi una confessione dipinta, il desiderio di espiare le proprie colpe e ottenere il perdono per poter tornare a Roma.

Le sue opere raccontano il dramma umano con una sincerità che pochi artisti sono riusciti a raggiungere. Nei suoi quadri non esistono eroi perfetti, ma uomini fragili, segnati dalla sofferenza e dalla speranza.

Una morte avvolta nel mistero

Nel 1610, mentre cercava di ottenere la grazia papale per rientrare a Roma, Caravaggio morì improvvisamente sulla costa toscana, nei pressi di Porto Ercole.

Le circostanze del decesso restano ancora oggi oggetto di dibattito. Alcune ipotesi parlano di malaria, altre di infezioni, di insolazione o delle conseguenze di ferite riportate in precedenza. Qualunque sia stata la causa, la sua morte prematura contribuì ad alimentare la leggenda del pittore maledetto.

L’eredità immortale

A oltre quattro secoli dalla sua scomparsa, Caravaggio continua a essere uno degli artisti più ammirati al mondo. La sua influenza è evidente nell’opera dei cosiddetti caravaggeschi e di numerosi maestri europei che ne hanno raccolto l’eredità.

La sua rivoluzione consiste nell’aver restituito umanità ai protagonisti della pittura religiosa, mostrando che il divino può manifestarsi nei volti comuni e nelle pieghe della vita quotidiana. La sua luce non illumina soltanto i corpi: rivela le emozioni, i dubbi, le paure e la speranza dell’uomo.

Forse il vero segreto di Caravaggio non è la follia, ma la capacità di trasformare il tormento in bellezza. La sua arte nasce dal conflitto tra luce e ombra, tra peccato e redenzione, tra violenza e misericordia. È proprio questa tensione, profondamente umana, che rende le sue opere ancora oggi straordinariamente moderne e capaci di parlare a ogni generazione.

NICOLA CONVERTINO

In Cultura/ news

NATALIA KHOLODENKO RELATRICE AL CONVEGNO “I SUD DEL MONDO” PER PROMUOVERE LA PACE TRA RUSSIA E UCRAINA

Natalia Kholodenko sarà una delle relatrici al convegno “SUD DEL MONDO: RICOSTRUIRE FIDUCIA, RICOSTRUIRE PAESI” su iniziativa della giornalista e attivista sociale Claudia Conte, portavoce di Domus Europa per la ricostruzione dell’Ucraina.

Natalia Kholodenko esporrà i problemi delle mamme in fuga dalla guerra Russo/Ucraina e ritirerà il riconoscimento “Eccellenze Sud del Mondo” Martedì 16 Dicembre presso la Camera dei Deputati.

La Kholodenko è la fondatrice del programma “Maratona Psicologica Ucraina 2025” a sostegno delle madri in fuga dalla guerra e in occasione del Convegno in oggetto ci metterà al corrente della “Mission” del programma da lei creato.

Molti sono i problemi relativi al trauma psicologico di queste madri che, completamente abbandonate a se stesse, si trovano ad affrontare difficoltà sia economiche che psicologiche.

Spesso queste donne non riescono a sopportare questo grande stress e difficilmente sono capaci di far convivere il dovere di madre con quello di “donna”. Vanno aiutate e supportate ad ogni livello con un percorso che la Kholodenko ha studiato appositamente per loro, essendo lei Ucraina e quindi a conoscenza della cultura di questo paese.

Natalia Kholodenko è una psicologa, speaker motivazionale ed ex conduttrice televisiva ucraina, la cui vita, e il cui lavoro, sono stati cambiati per sempre all’alba del 24 febbraio 2022. Quando le prime esplosioni hanno scosso Kiev, Natalia ha radunato i suoi due figli, ha lasciato il suo appartamento per l’ultima volta e si è unita alla colonna di auto lunga chilometri in fuga verso il confine occidentale dell’Ucraina. Il viaggio, segnato dalla costante paura dei bombardamenti e dall’impotenza di leggere richieste di aiuto che non poteva ancora fornire, ha trasformato l’Oprah Winfrey dell’Ucraina in una rifugiata da un giorno all’altro.

Oggi, Natalia incanala questa esperienza in iniziative di salute mentale su larga scala per gli ucraini sfollati. Ha fondato la Maratona Psicologica Ucraina 2025 , un programma gratuito a livello nazionale che fornisce a donne e madri strumenti basati sull’evidenza per ricostruire stabilità, reddito e autostima, affinché i loro figli possano prosperare. Oltre il 60% del suo lavoro è pro bono, a dimostrazione della sua convinzione che la protezione dei bambini inizi con l’empowerment degli adulti che si prendono cura di loro.

Lo stile terapeutico di Natalia fonde rigore clinico ed espressione creativa, incoraggiando i clienti a sfruttare la “giusta rabbia” come carburante per uno scopo, a cantare o abbozzare le proprie emozioni e a trovare una connessione quotidiana anche nel più breve scambio di battute al bar. Il suo messaggio ha raggiunto un pubblico globale attraverso collaborazioni con le leggende della musica quali Gloria Gaynor e Kathy Sledge, progetti che definisce come “raggi d’amore” che collegano le comunità americana e ucraina.

Che parli alla CNN, conduca un workshop sul recupero dai traumi o stia scrivendo la bozza del suo prossimo libro di memorie, Natalia incarna la sua convinzione fondamentale: lo scopo è più forte del trauma. Invita ogni sopravvissuto – a guerra, violenza o perdita personale – a usare il dolore non come un traguardo, ma come materia prima per la trasformazione.

In Cultura/ Fashion/ news

Louis Vuitton nomina Chase Infiniti sua nuova ambasciatrice

Luis Vuitton ha annunciato la nomina dell’attrice americana Chase Infiniti come nuova ambasciatrice della maison.

Nata a Indianapolis, Infiniti è balzata alla ribalta grazie ai suoi recenti ruoli al cinema e in televisione. La venticinquenne ha attirato l’attenzione per la sua interpretazione nella serie di David E. Kelley “Presunto innocente” (2024) e nel film di Paul Thomas Anderson “Una battaglia dopo l’altra”, uscito quest’anno.

La star ha già collezionato una candidatura ai Gotham Awards 2025 come Breakthrough Performer, una candidatura come Miglior attrice in un film commedia o musicale ai Golden Globes 2026 e una candidatura come Miglior attrice ai Critics’ Choice Awards 2026.

Guardando al futuro, Infiniti sarà nel cast del sequel di “The Handmaid’s Tale”, “The Testaments”, in uscita nell’aprile del prossimo anno.

“Chase Infiniti incarna perfettamente la femminilità potente e senza tempo di Louis Vuitton, rispecchiando i valori condivisi che la legano alla Maison”, ha dichiarato la maison parigina in un comunicato stampa.

“Con la sua arte, porta alla maison un raro equilibrio tra dinamismo giovanile e visione lungimirante”.

Non è la prima volta che le strade di Infiniti e del marchio di proprietà di Lvmh si incrociano.

L’attrice ha partecipato alle ultime due sfilate femminili – le collezioni Autunno-Inverno 2025 e Primavera-Estate 2026 di Nicolas Ghesquiere, direttore artistico delle collezioni donna, l’ultima presentata al Musée du Louvre lo scorso settembre.

Ha anche indossato un abito Louis Vuitton su misura in raso color champagne, ricamato a mano e ispirato a un modello d’archivio del 1860, in occasione della prima mondiale del film “Una battaglia dopo l’altra” a settembre.

“Ho seguito il debutto di Chase con autentica gioia: la trovo totalmente accattivante nei ruoli che interpreta. Oltre al suo straordinario talento, irradia un’autenticità davvero indimenticabile”, ha detto Ghesquière.

Oltre a Infiniti, l’attuale parterre di ambasciatori del marchio Louis Vuitton include un mix di star globali della moda, della musica e dello sport — per esempio, Zendaya è stata volto di campagne per la Maison e Pusha T è stato annunciato come ambasciatore sotto la direzione creativa di Pharrell Williams per la linea uomo.

Tra gli altri ambasciatori figurano J-Hope dei BTS, le star del K-pop Lisa e Felix, Jackson Wang e BamBam, e atleti di primo piano come Victor Wembanyama e Carlos Alcaraz.

In Cultura/ Fashion/ news

SIGLATO L’ACCORDO TRA LO STILISTA ANTONIO VENTURA COBURGO DE GNON E L’ARTISTA NICOLA CONVERTINO CHE DIPINGERA’ GLI ABITI DELLO STILISTA

Lo stilista Antonio Coburgo De Gnon crea gli abiti e l’Artista Nicola Convertino imprimerà sui tessuti la sua Arte; un connubio artistico che cambierà il mondo della Moda e dell’Arte

Tra il mondo dell’Arte e della Moda si sta creando un’osmosi singolare: L’Artista Nicola Convertino dipingerà a mano gli abiti creati dallo stilista Antonio Coburgo De Gnon, un’esperienza immersiva che coinvolge sia la moda che l’arte.

Entrambi provengono da esperienze artistiche varie e molteplici, entrambi sono esuberanti e vivaci nel loro lavoro, ma ciò che li accomuna è l’amore per l’Arte, la passione per la novità e soprattutto la voglia di imprimere cultura in un mondo ormai deviato dal banale e dal prevedibile.

In questo fine 2025 sono al lavoro per preparare gli abiti che saranno presentati a Sanremo 2026 e poi in Cina a Marzo.2026

Antonio sta scegliendo le stoffe e confezionando gli abiti e il Convertino intanto ha creato i bozzetti e sta studiando i colori che andranno nelle stagioni della moda 2026.

Ancora non hanno deciso chi indosserà gli abiti a Sanremo, nelle varie fashion week e in Cina, ma sono tanti i nomi papabili ed entro la fine del mese verranno comunicati.

Antonio Ventura Coburgo De Gnon è una figura di rara versatilità nel panorama culturale italiano. Originario del Salento e laureato in medicina, la sua passione per l’estetica lo ha portato a diventare stilista di alta moda, con sfilate di altissimo profilo, e costumista per la Rai dal 2002.

Giornalista, personaggio televisivo nel programma “Alle falde del Kilimangiaro” ed esperto di bon ton, Ventura grazie alla sua creatività e la sua profonda conoscenza della cultura è il personaggio giusto per coniugare Arte e Moda.

Nicola Convertino personaggio eclettico, Artista poliedrico, ha appreso l’arte attraverso la madre pittrice e modella in Arte e il padre Architetto e Miniaturista del Vaticano.

Ha vissuto l’infanzia nelle Accademie di Belle Arti di mezza Italia seguendo la madre, ha proseguito poi un percorso di Arte, Musica e studio che lo ha portato alla conoscenza assoluta di tutti i misteri più irrisolti del mondo.

Giornalista ricercatore ha approfondito, a latere dall’arte pittorica, l’archeologia fantastica, tutte le scienze esatte e le pseudo scienze, l’esoterismo, la magia, la geologia, la biologia, l’astrofisica che puntualmente inserisce in alcune opere particolari….insomma mettendo insieme i due personaggi si è creato un mondo da scoprire a piccoli passi ma anche con circospezione.

In Cultura/ news

LO STORICO TEATRO QUIRINETTA DI ROMA FERITO DALL’INDIFFERENZA

IL TEATRO E’ INVASO DA INFILTRAZIONI PROVENIENTI DAI BAGNI DEL “QUIRINO” CON IL DISINTERESSE DELLA PRELIOS SPA

Dopo la chiusura con il concerto dei Måneskin e l’avvio dei lavori di insonorizzazione, nel 2019 il Teatro Quirinetta è stato invaso da acque chiare e scure provenienti dai bagni del Teatro Quirino (Invimit Sgr SpA oggi United Artists Srl) e del ristorante di proprietà del fondo Fondo Sapphire (ex Morgan Stanley Sgr SpA, oggi Coima Sgr SpA).

Nonostante gli innumerevoli sinistri denunciati dalla proprietà (Quirinetta Srl) e dal conduttore (Fattore K), il problema non è mai stato risolto dalla Prelios SpA, gestore dei servizi immobiliari, i danni non sono mai stati risarciti dalla compagnia assicurativa e il teatro ha continuato a subire un lento e inesorabile degrado. 

Per le infiltrazioni persistenti, dal 2024 sono addirittura crollati intonaci di alcune pareti.  Per una problematica che non supera i 10 mila euro di spesa, una società (Quirinetta Srl) fallisce in meno di un mese e un teatro storico della Capitale viene devastato.

Saltano le programmazioni di due anni (2025/2026): danni enormi, artisti e tecnici senza lavoro. Viene annullata la straordinaria mostra La Grande Luce. Padre Pio tra Scienza e Fede, che avrebbe dovuto restare per tutto il Giubileo 2025.

Nemmeno Maverick Lo Bianco, giovane attore e regista, partner del conduttore, è riuscito ad ottenere l’autorizzazione a procedere a sue spese con le riparazioni del danno — che, lo ribadiamo, riguarda una cifra inferiore ai 10 mila euro. Un paradosso italiano. Oggi “colossi” immobiliari/finanziari pensano solo ad accaparrarsi l’immobile: nelle aste promosse viene proposta una pubblicità ingannevole, dal momento che l’immobile non è in buono stato e non è a piano terra. Il Teatro Quirinetta, fatta eccezione per l’ingresso e un piccolo ufficio, si sviluppa interamente nel seminterrato.

Oggi di nuovo la pioggia su Roma e il Teatro Quirinetta muore sotto gli occhi inermi di tutti. Il conduttore, che fino all’11 ottobre 2025 ha potuto occuparsi e mettere in sicurezza il teatro, si trova adesso senza chiavi, senza sede legale e con i dipendenti per strada, vittima di una burocrazia assurda.

Il teatro è ad oggi inagibile a causa di questa totale indifferenza e di fortissime pressioni esercitate da banche e grandi colossi immobiliari. Una società fallisce senza motivo apparente. Nonostante il grande impegno di Maverick Lo Bianco e di Fattore K, la macchina del silenzio è troppo grande per loro.

Fanno oggi appello a tutti gli artisti del mondo e alle Istituzioni affinché il Teatro Quirinetta possa tornare in possesso al conduttore, e si possano finalmente avviare i lavori di riqualificazione — e adesso di importante ristrutturazione.

Il 29 ottobre 2025 è fissata l’udienza per la restituzione delle chiavi al conduttore (Fattore K e Maverick Lo Bianco), tolte anche in modalità discutibile e senza la minima cura per l’immobile.

Il 5 novembre 2025 si terrà l’udienza per la richiesta danni. Riusciranno una piccola realtà artistica e tutti gli operatori della cultura a vincere sulla burocrazia e contro i colossi immobiliari? A voi la risposta… È una lotta difficile, impari — che solo con l’aiuto di tutti gli artisti e delle Istituzioni potrà essere vinta, in nome di un bene che chiede rispetto per i suoi cento anni di storia.

 #IORESTOQUIrinetta #QuirinettaIsMyHome

In Cinema/ Festival/ news

A Igor Righetti il ‘Premio Annuario del cinema news’ per la regia del suo ‘Alberto Sordi secret’

Continua il successo del docufilm internazionale ‘Alberto Sordi secret’, scritto e diretto da suo cugino, il giornalista e conduttore Igor Righetti. Durante la Festa del cinema di Roma, Righetti ha ricevuto il ‘Premio dell’Annuario del cinema news’ per la regia e la sceneggiatura dell’opera, il primo e unico progetto a esplorare la vita privata del grande attore. Il riconoscimento, giunto all’ottava edizione con la direzione di Elettra Ferraù ed Emanuele Masini, è stato consegnato nello spazio Roma Lazio Film Commission durante un evento condotto da Francesca Piggianelli. Questo premio si aggiunge a un palmarès che conta già 18 riconoscimenti internazionali, dagli Stati Uniti all’Asia, passando per l’Australia e l’Europa, e segue la presentazione-omaggio al Senato della Repubblica ei premi ‘Anna Magnani’ e ‘Ischia Global Film & Music Festival’.

A seguito delle numerose richieste pervenute alla produzione e al regista, è stato deciso di riportare eccezionalmente il docufilm sul grande schermo. Le proiezioni si terranno a Roma presso lo storico cinema d’essai Azzurro Scipioni nelle serate di giovedì 30 e venerdì 31 ottobre, alle ore 20:30. Come confermato dalla programmazione ufficiale del cinema, il regista Igor Righetti sarà presente in sala in entrambe le date per incontrare il pubblico. Le prevendite sono già attive sul sito ufficiale www.azzurroscipioni.it. L’opera, disponibile anche in inglese e spagnolo, è prodotta da Massimiliano Filippini (CameraWorks) ed è tratta dal libro campione di vendite ‘Alberto Sordi segreto’ (Rubbettino editore), scritto dallo stesso Righetti e giunto alla 12esima ristampa. Il docufilm intreccia una parte filmica in bianco e nero, ambientata negli Anni Venti e Trenta, con le testimonianze di parenti e amici illustri, tra cui Pupi Avati, Patrizia de Blanck, Maurizio Mattioli, Rosanna Vaudetti, Enzo Salvi e la nipote di Totò, Elena de Curtis.

Con la voce narrante di Dado Coletti e arricchito da immagini e audio esclusivi dell’Istituto Luce e dagli album di famiglia, ‘Alberto Sordi secret’ svela aspetti inediti dell’Alberto nazionale: il rapporto conflittuale con il padre, gli amori mai svelati, la gelosia per i suoi beni, la dedizione totale alla professione e il motivo per cui non sopportava di essere chiamato ‘Albertone’. Un ritratto intimo e autentico, in cui nulla è finzione, ma tutto ripercorre la vita reale e sconosciuta di una delle più grandi icone del cinema italiano.

In Cinema/ Cultura/ Festival/ news

Valentina Castellani-Quinn nominata Direttore Artistico di MATIFF, Matera International Film Festival  “A Drop of Hope” per promuovere il dialogo globale attraverso il cinema

Matera, Italia — In un passo significativo verso il superamento delle barriere culturali e la promozione della pace attraverso il linguaggio universale del cinema, Valentina Castellani-Quinn è stata nominata Direttore Artistico e nuova Presidente del Programma Internazionale del MATIFF, il Matera International Film Festival, fondato sei anni fa da Leonardo Fuina.

La sua iniziativa inaugurale, intitolata “A Drop of Hope” (Una Goccia di Speranza), ha l’obiettivo di ispirare il dialogo tra nazioni, comunità e religioni attraverso un cinema significativo e capace di far riflettere.

Il programma è stato presentato nello straordinario scenario di Matera, sito patrimonio mondiale dell’UNESCO e già Capitale Europea della Cultura. Con i suoi antichi muri di pietra e millenni di storia, Matera si erge a simbolo duraturo di resilienza, diversità e capacità di trasformazione, rappresentando così il contesto ideale per questa nuova iniziativa culturale.

A Drop of Hope non è semplicemente un programma cinematografico: è un movimento culturale. Ispirato dal lavoro toccante di The Parents Circle, un’organizzazione dal basso composta da famiglie israeliane e palestinesi che hanno perso i propri cari nel conflitto e che ora collaborano per la pace, la visione di Castellani-Quinn, insieme a Fuina e lo splendido Team, è quella di utilizzare il cinema come ponte e non come campo di battaglia. Secondo lei, il cinema – più di ogni altro mezzo – ha il potere unico di superare le divisioni e invitare il pubblico a partecipare a conversazioni significative.

“Il cinema oggi è una delle piattaforme più potenti per trasmettere idee — attraverso immagini e dialoghi, supera i confini e parla direttamente all’anima,” ha dichiarato Castellani-Quinn durante la presentazione del programma.

Il suo impegno si rivolge in particolare ai giovani, ma si estende a tutte le generazioni, incoraggiando gli spettatori a non assorbire passivamente i contenuti spesso veicolati dagli algoritmi dei social media, ma a riflettere, interrogarsi e partecipare attivamente. I film selezionati per A Drop of Hope mirano a stimolare empatia, consapevolezza e, in ultima analisi, azioni pacifiche.

L’edizione di quest’anno del MATIFF ha presentato 100 film internazionali, tra cui diverse anteprime europee. Tra i titoli più attesi spiccano Eleonor the Great, l’attesissimo debutto alla regia di Scarlett Johansson, e I Bambini di Gaza, un documentario commovente diretto da Loris Lai e prodotto dal leggendario Tarak Ben Ammar. Quest’ultimo, dopo aver debuttato negli Stati Uniti al Santa Barbara Film Festival, ha vinto il prestigioso premio come Miglior Film al MATIFF — una testimonianza della sua onestà narrativa e della sua profondità emotiva.

Inoltre il MATIFF ha presentato la prima mondiale del capolavoro restaurato a colori de ” Il Vangelo Secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini.

Con Castellani-Quinn alla guida del programma internazionale, il MATIFF non celebra solo l’eccellenza cinematografica, ma si afferma anche come una forza culturale positiva — un festival in cui il racconto diventa uno strumento di unione, non di divisione.

In un mondo sempre più polarizzato, iniziative come A Drop of Hope ci ricordano che la pace non nasce nelle aule della politica, ma nei cuori delle persone — e spesso, inizia proprio con una storia.

In Cultura/ news

ELVIS AARON PRESLEY JR: L’ALTRO FIGLIO DI ELVIS PRESLEY ATTACCA IL MERCATO DELLO SHOW BUSINESS

Prima c’era solo Lisa Marie ma l’esame del dna ha confermato che Aaron è il figlio naturale del re del rock. “L’anima di Elvis è ancora presente su questa terra”, si potrebbe dire tranquillamente così ascoltando Elvis Aaron Presley Jr, il figlio naturale del “Re del Rock”, infatti, per tutti quelli che hanno amato il “mito” e i fans nostalgici che ancora ascoltano i suoi dischi e vanno ai raduni e festeggiano ancora il suo compleanno, come il giorno della sua prematura morte, adesso possono dire che il “Re” è tornato, ed ha l’aspetto del suo figlio naturale.

La somiglianza c’è, ma Elvis Aaron Presley Jr. regala emozioni ancora più forti, perché oltra alla somiglianza e alla voce, Aaron si presenta in concerto con l’abito di scena che il padre utilizzò durante l’ultimo concerto a Indianapolis. Guida le macchine originali del padre e gestisce un museo tutto suo con gli oggetti personali di Elvis, il “Presley Museum” che è una delle più grandi collezioni private di cimeli di Elvis al di fuori di Graceland e ha un valore di oltre sei milioni di dollari.

Molti organizzatori dei suoi concerti utilizzano il museo come preludio a un suo show, consentendo ai visitatori di vedere i cimeli di Elvis nella loro sede per diversi giorni, una settimana o più prima del concerto. La collezione comprende: veicoli, motociclette, costumi, gioielli, oggetti di scena cinematografici e altri memorabilia eccitanti. La sezione “Amici” del museo contiene veicoli, costumi e altri cimeli di personaggi famosi come Roy Orbison, Liberace, Marilyn Monroe, Michael Jackson, Farrah Fawcett, Muhammad Ali, Barbara Mandrell, Linda Thompson e Skeeter Davis.

Aaron ha ricevuto legalmente il suo nome dalla Corte Federale degli Stati Uniti dopo che, la stessa Corte aveva acquisito una serie di documenti tra cui il testamento del cantante, l’esame del Dna e alcune testimonianze giurate. Naturalmente nei suoi concerti canta le canzoni del padre, successi immortali che non tramonteranno mai, con le stesse movenze e la voce che è tremendamente somigliante.

In Italia lo vedremo presto, perché contrariamente alle limitazioni che da sempre il manager del padre aveva imposto al cantante, lui invece vuole uscire dagli Stati Uniti.

Elvis ha venduto milioni di dischi in tutto il mondo e si è esibito in centinaia di concerti negli Stati Uniti e alcuni in Canada, ma non si è esibito neanche una sola volta al di fuori del Nord America.

Il motivo di questo è da ricercarsi nelle scelte del suo manager, il Colonnello Tom Parker, che aveva controllo sul programma di Elvis e la ragione per cui non pianificò mai date del tour internazionali era che risiedeva negli Stati Uniti illegalmente e aveva timore di lasciare il paese, per la paura di non poter poi tornare indietro.